Mamma e Papà il welfare dei Millenials italiani

october 22, 2016  Marzia  Commenta

Mamma e Papà il welfare dei Millenials italiani


I Millenials sono i giovani nati tra la metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, oggi hanno tra i 20 e i 34 anni, sono la generazione che cerca lavoro tramite internet, che prenota viaggi con lo smartphone, che sposta denaro con una app, che si innamora sui social network, che viaggia in bla bla car, che costruisce mosaici di selfie, che nella maggior parte dei casi vive ancora con i genitori e che se invece vivono da soli mettono la propria stanza e il proprio divano in affitto su Air B&B. I Millenials sono stati i primi a farlo, prima dei cosiddetti nativi digitali, nati negli anni in cui la rivoluzione digitale era ormai compiuta, e quelli Italiani sono quelli che non avranno mai una pensione perché non lavorano da giovani ma lavoreranno da vecchi.

In Italia sono più di 7 milioni i ragazzi e le ragazze che vivono ancora con i genitori, dati Istat confermano che il 62% della popolazione italiana è composta da giovani tra i 18 e i 34 anni che dividono ancora il tetto con i propri genitori. Un dato impressionante anche perché se nel 35,5% dei casi si tratta di studenti e il 29,7% è formato da disoccupati, c'è un corposo 31,8% di giovani che invece preferisce vivere con la mamma.

Questo dato non è soltanto indice di una forte crisi economica che stenta a diminuire, ma anche se non soprattutto di una profonda crisi sociale. A differenza dei nativi digitali che non hanno mai goduto di un senso di fiducia nel futuro, poiché nati già in un contesto strettamente legato al concetto di “qui ed ora”, i Millenials ce l'avevano e l'hanno persa, hanno avuto un tempo in cui credere e sperare in un futuro migliore, hanno vissuto la fase in cui gli si chiedeva di credere nei sogni e di scegliere di studiare ciò che era più incline alle loro corde. Ragazze e ragazzi laureati in lettere antiche, in scienze della comunicazione, in grafologia, in beni culturali, nella migliore delle ipotesi lavorano dietro un bancone di un bar o nei call center di operatori telefonici in attesa di fare un giorno il lavoro per cui hanno studiato, nella peggiore delle ipotesi invece  restano disoccupati e vivono con i genitori.
Questa grave forma di privazione delle aspettative, di repressione delle abilità acquisite con anni di studio e di formazione, di “spreco” delle potenzialità intellettive e culturali è il vero dato allarmante, perché avrà delle forti ripercussioni sulla storia del nostro paese e le conseguenze sono ancora sconosciute. I Millennials italiani sono abbastanza "indietro" rispetto ai loro coetanei europei sotto diversi aspetti e probabilmente la responsabilità è anche del nostro sistema di welfare che ignora l'esistenza di molte categorie da proteggere e sostenere, una cattiva organizzazione del sistema di turnover occupazionale, una politica inadeguata alle reali esigenze di una generazione che non chiede altro che crescere e di mettersi alla prova sul lavoro per il quale ha studiato, investendo economie e ingente tempo prezioso.