Metti un OPA a colazione
La scalata della multinazionale Lactalis alla Parmalat pare ormai cosa fatta. A poche ora di distanza dal vertice italo-francese e giocando d’anticipo sulle banche italiane che si accingevano pigramente a preparare una cordata in grado di controbattere l’offerta di Lactalis, il colosso francese ha lanciato una cosiddetta OPA totale. In sostanza quello che intende fare Lactalis è di acquisire l’intero pacchetto azionario di Parmalat con buona pace delle cordate nostrane e del ministero del tesoro che intende costituire un fondo (20 miliardi di euro) atto contrastare le scalate straniere alle aziende italiane più rilevanti.
Lactalis si è subito prodigata nel fornire svariate rassicurazioni. In sintesi queste le intenzioni di Lactalis.
- Quotazione di Parmalat presso la borsa di Milano
- Mantenimento della sede legale di Parmalat in Italia
- Nessun taglio a maestranze e stabilimenti attualmente operativi
L’aspetto politico della vicenda è forse anche più interessante di quello economico. Il tempismo di Lactalis nel lanciare l’OPA totale prima del vertice italo-francese fa supporre che il colosso francese temesse di essere usato come merce di scambio sul piatto di un accordo iltalo-francese relativo ad altre vicende. In sintesi è lecito immaginare che il capo del governo italiano avrebbe potuto chiedere un intervento del governo francese su Lactalis in cambio della richiesta di intervento dei caccia italiani nel teatro di guerra libico. Panna Chef in cambio di bombe.
Per i paladini dell’italianità delle aziende nostrane le cose si complicano assai. L’eventuale cordata ha sette giorni di tempo per rispondere all’opa di Lactalis. In più trattandosi di un opa totale la somma da raccogliere ammonta all’intero valore azionario dell’azienda ossia 4,5 miliardi di euro. Alla luce di queste considerazioni la scalata di Lactalis sembrerebbe cosa fatta e il traghettamento della proprietà di Parmalat in terra transalpina, questione di giorni.














