Il microcredito di casa nostra

microcreditoSiamo abituati a pensare al  microcredito come a una forma di finanziamento tipica dei paesi delle aree povere del mondo; in realtà negli ultimi due anni ossia a partire dalla crisi economico finanziaria del 2008, il microcredito è un fenomeno che interessa anche alcuni paesi europei tra cui l’Italia.  A fare ricorso al microcredito nostrano sono prevalentemente le famiglie  impoverite dalla crisi, e le piccole imprese per le quali l’accesso al credito tradizionale è problematico. Da un punto di vista della composizione sociale le richieste fatte da cittadini italiani sono un po’ superiori a quelle fatte a famiglie o imprese di cittadini extra-comunitari; questo dato è la cartina tornasole di quanto la disoccupazione o comunque i problemi occupazionali, sia diffusa anche tra i cittadini italiani. Mediamente gli uomini che fanno richiesta di finanziamenti al microcredito rappresentano circa il 60% del totale e l’età media oscilla tra i 31 e i 55, una fascia di popolazione sostanzialmente in età da lavoro.

Le motivazioni con cui si accede al microcredito sono legate per lo più alla difficoltà di onorare prestiti contratti in precedenza. Gli importi relativamente esigui fanno si che l’erogazione delle somme richieste sia talvolta davvero rapida. I certi casi vengono erogati prestiti in 24 ore. È corretto parlare di importi relativamente esigui; ovviamente il microcredito per un paese occidentale non può essere quantitativamente confrontato col microcredito dei paesi del terzo mondo, tuttavia la media degli importi erogati si attesta intorno ai 3700 euro procapite.  Il microcredito in Italia è erogato dagli istituti finanziari aderenti alla rete Ritmi (Rete italiana di microfinanza), il primo network che riunisce i principali operatori di microfinanza italiani. Negli ultimi due anni (tra il 2007 e il 2009) gli istituti finanziari aderenti alla rete Ritmi hanno erogato oltre 2.000 prestiti per un importo indicativo intorno ail 12 milioni di euro.

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