I problemi delle banche USA
La crisi economica che ci tormenta ormai da almeno due anni ha radici insolite ma ben individuabili. In diverse circostanze questa crisi economica è stata paragonata alla tristemente famosa crisi del 1929 ma in realtà le due crisi non sono affatto uguali, vediamo le ragioni di questa errata valutazione. La crisi economica del 1929 fu generata da una deflazione. L’eccesso di produzione dei beni di consumo generò un crollo generalizzato dei prezzi con un andamento depressivo che portò al famoso giovedì nero di Wall Street (24 ottobre 1929). L’attuale crisi economica è soprattutto una crisi finanziaria (economia virtuale) le cui ricadute sull’economia reale sono una conseguenza. La crisi di cui stiamo parlando prende le mosse nel 2008 anche se il trend era iniziato assai prima. Tra i principali fattori della crisi figurano una crisi creditizia (non si parla di genericamente di un prestito veloce ma di mutui assai onerosi e prolungati nel tempo) ed una conseguente crisi di fiducia dei mercati borsistici, in misura minore gli alti prezzi delle materie prime e quindi una crisi alimentare mondiale.
I mutui subprime vi dicono qualcosa? Gli Stati Uniti, l’economia più grande del mondo, sono entrati in una grave crisi creditizia e ipotecaria che si è sviluppata a seguito della forte bolla speculativa immobiliare (la nota vicenda, appunto, dei mutui subprime a tasso variabile). Dopo un lungo periodo di incubazione il fenomeno è collassato intorno al 2008 causando il fallimento di banche ed entità finanziarie. Il governo nordamericano è intervenuto con l’obiettivo di salvare alcune di queste società ma purtroppo molte di queste società finanziarie sembrano perseverare negli stessi errori. Infatti secondo il quotidiano La Repubblica ci sarebbero almeno un centinaio di banche americane, tra quelle che avevano ricevuto aiuti statali, a rischio fallimento. Alla base di questo rischio ci sarebbe il grosso quantitativo di prestiti non restituiti che aumenta, di pari passo con i continui allarmi notificati dalle autorità bancarie e amministrative.













