Diminuisce la vita media dei mutui, crescono gli spread

Prestiti e mutuiUn dato apparentemente paradossale, ma utile per capire le tendenze del mercato dei prestiti. In primo piano sempre lui: il mutuo.

Nei primi sette mesi del 2010 il dato che si riscontra relativamente alle erogazioni dei mutui in Italia  denuncia un trend che vede una durata dei mutui più lunga. Ma solo in partenza. Da ciò che emerge dalle elaborazioni di MutuiOnline.it è che i prestiti ipotecari di durata 30-40 anni hanno rappresentato il 28,4% del totale delle erogazioni.  Questo dato riguarda solo la prima fase di erogazione, infatti la vita media della maggior parte dei mutui è decisamente più breve.

Secondo le dichiarazioni di Oscar Carlig, responsabile degli Accordi Bancari di Frimm mediazione Mutui&Prestit, in teoria la vita media di un muto si aggira intorno ai 10/12 anni, ma  in pratica, recentemente, si è abbassata a 10 anni e, in alcuni casi, a 7-8 anni.

Ora, quali sono i motivi? Con molta probabilità tra i fattori che influenzano sempre di più tale andamento, c’è quello che riguarda la crescita di prodotti di sostituzione, quali prestiti personali, che permettono di fruire della liquidità necessaria in tempi più brevi e interrompere così il mutuo originario. Inoltre, anche il decreto Bersani del 2007 ha favorito questo trend, cancellando le penali in caso di estinzione anticipata.

E così il numero di persone con in atto un mutuo e che lo estinguono prima della naturale scadenza, o scelgono di rinegoziarlo prima della scadenza naturale, aumentano. Tutto ciò, tra le altre cause, ha contribuito all’innalzamento degli spread. Di certo la riduzione della vita media dei mutui ha ridotto i margini degli istituti che di conseguenza hanno dovuto aumentare il tasso finale.

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